Mi coglie all’improvviso


This poem describes the emotions experienced by the human being when it is suddenly caught by the urge to answer certain questions about the reasons for existence. In doing so, the human realizes the difficulty to go beyond what it can conceive and during the effort to go beyond its ability it is catapulted into reality and everyday life of things. Exhausted, the human becomes aware of the mystery of the universe and it finds peace in the fact that beyond the human limit the inexplicable is mixed between science and spirituality.

Mi coglie all’improvviso, senza avviso
quell’alieno incipit neuronale
che si avvinghia al dubbio esistenziale,
lasciandomi sull’inspiegabile assiso.

D’istinto tento d’indagare tale arcano,
discernendo dal reale quel che appare,
sebbene la mente si attanagli all’esperire,
ogni speculazione provo a raccattare
mentre s’accresce il suono dell’invano.

Volar vorrei oltre i confini del concepibile,
rigurgito la vita in un vociare appetibile,
ma nell’avvertire il limite crolla ogni pensiero:
vibra la pelle, scossa dalle emozioni. Un siero.

Se per elevarmi a tanto, levarmi devo ogni costume,
cosa mi separa dall’uomo primitivo?
Cos’è che allora mi fa sentire vivo?
Vacillo, pervaso dal profumo dell’Ume.

Scaraventato con un sobbalzo nell’altrove,
al microcosmo mi appiglio ipnotizzato,
scruto tra gli atomi l’immensità
e la comparo al cielo azzurro immortalato
su cui si specchian protidi, ombre nuove.

Stento a divincolarmi dalla realtà,
trovatore di un’ignota agognata verità,
trascinato dal sensibile nel quotidiano
tasto l’esser sul suolo rusticano.

Dei cinque sensi devo privarmi,
plasmando un nulla che abbia significato,
ma è la sua stessa esistenza ad ingannarmi
perché il niente, ad di là del creato,
ha pur esso una sua essenza:
quel che devo detrarre non è la materia
ma il senso intrinseco dell’esistenza.

Arretro dunque, contemplando l’universale
e mi compiaccio del soprannaturale
trovando riparo in qualcosa di divino
che s’insinua tra le strette del destino
dove la casualità ha pur essa una causalità…
Mi addormento. Disteso in un prato di perplessità.

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