Sono forse


Poeta, io? Suvvia!
Quel che per me è poesia
è privo di quell’armonia
che per gli altri è melodia.

Dubbioso? Attento!
Gioco a porre i versi alla rinfusa
senza pensar al suono che essi danno
tanto che chi legge non trova il ritmo
e rallenta spaesato la cadenza come ora.

Ho torto? Aspetta!
Spesso non si capisce ciò che dico,
raggomitolato in un ermitismo Kunderiano,
psichedelico all’apparire,
ma profondo nel suo animo.

Convinto? Contraddicimi!
Non lo reputo possibile
poiché l’estetica del mio poetare
è soggettiva quanto il giudizio
che io stesso posso dare
su di me.

Di certo testé concordiamo su un principio:
poesia è saper trasmettere
emozioni e sentimenti,
immagini e impressioni
e lo dico assolato su una sdraio
intento
a rimirar l’Adriatico a ponente
e a trovar una rima adatta
che, nel pensarlo, mi accorgo di averla appena fatta.

Che scherzi a volte può giocar la nostra mente.
Sei d’accordo? Non posso saperlo.
E’ la risposta più esauriente.

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